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 Ultimo Aggiornamento:   06 aprile 2013 

 

 

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  UN PO' DI STORIA

      Nel“302”  prima di Cristo il “villaggio” di Cadeo giÓ c’era, anche se le notizie che fanno storia non sono tante.

Si chiamava “DECIUS CASAM DECIAM”.  Il primo nome fu dato dal cavaliere  P.Decio, un nobile cavaliere romano mandato nel piacentino con le colonie romane. Si usava a quei tempi dare il proprio nome ai villaggi o castelli dove questi cavalieri abitavano, uomini insigni e di sperimentato valore come li descrive il “O.Tinca”. 

Nel 218 a.c. passarono per Cadeo le legioni romane  con grandi condottieri come Giulio Cesare che, come si racconta, conobbe da queste parti una bellissima giovane di nome Calpurnia Pisone, figlia di un noto personaggio Lucio Calpurnio Pisone.              

Giulio Cesare aveva avuto diverse mogli e amanti tra cui la storia ricorda Servilia che avendo pi¨ di quarant’anni induce poi Giulio Cesare a sposare Calpurnia diciottenne.  Giulio Cesare da Piacenza proprio nel giorno stesso del suo matrimonio con Calpurnia non dimentic˛ Servilia e le mand˛ in dono una perla di eccezionale valore.

Il padre di Calpurnia port˛ in dono a Roma oltre ai tanti doni anche il nostro buon vino un misto di barbera e bonarda che i romani chiamarono “Gutturnio”.

Sappiamo per˛ che anche Calpurnia fu poi ripudiata da Giulio Cesare, ma sappiamo anche che non torn˛ pi¨ a Cadeo.

Nel 1109 un nobile piacentino di nome Gandolfo de Ribulo insieme alla sua consorte Gisla, desiderosi di assicurare per l’altra vita l’ampie facoltÓ loro, fondarono sulla strada che guidava a Roma un “Hospitale” in onore del glorioso Principe degli Apostoli “San Pietro” che pass˛ su questa strada.

Questa casa fu chiamata “Casa di Dio” e fu custodita e mantenuta da alcuni devoti fratelli sotto la cura di un Priore secondo la regola del Beato Agostino “Agostiniani”.

Dotarono il luogo di grossi stabili con molte migliaia di pertiche di terreni.

Per la grande capacitÓ e singolare pietÓ dei ministri, la detta “Casa di Dio” acquist˛ grande fama e privilegi anche da parte di Sommi Pontefici che fu da loro privilegiata e favorita. 

Vogliamo ricordare che dal 1096 per ben 27 anni Aldo fu Vescovo di Piacenza. Nativo di Gubbio (Umbria) di famiglia mobilissima e antica dei Gabrielli. Fu consacrato da Papa Urbano II.

 

Alcune interessanti notizie:

Nell’anno 1173 Armano, Ministro e Rettore dell’hospitale della Casa di Dio (CadŔ) per il grande numero di poveri alloggiati in quell’anno nella sudetta casa fu costretto a chiedere in prestito sette lire di moneta di Piacenza per pagare la quantitÓ di grano preso per sfamare i poveri. Ma poi non avendo il denaro da restituire, fece libera vendita al creditore, ( un certo Calegario) con il consenso degli altri suoi fratelli e con il parere di Bernardo del Cairo, avvocato e protettore dell’hospitale, 27 pertiche di terra nel Villaggio di Caver˛ alla presenza di Guglielmo Seccamelica, Console di Giustizia che autorizz˛ il contratto il 7 febbraio 1174.

 

Nel 1198 dobbiamo notare, l’Apostolico indulto, che in luglio ottennero il Priore e i fratelli dell’hospitale della Casa di Dio,cosý che la pia casa fu messa sotto la protezione di San Pietro e della Sede Romana e confermate tutte le donazioni a sudetta casa come aiuto per il futuro lavoro. Tale privilegio fu confermato molte altre volte da diversi Pontefici con questo titolo : “Santissimi D.N. Innocntii Papa tertii pro Canonica Casa Dei apud Placentiam “.

 

Fin dal 1199 i Lateranensi avevano un importante priorato a Cadeo, dove un Priore e alcuni monaci risiedevano stabilmente e gestivano l’Ospedaletto-ospizio annesso alla loro Chiesa di San Pietro poi chiamata la “CÓ de Deo”, (la forma sincopata La CadŔ si conserva ancora nel dialetto) che progressivamente, come avveniva per gli ospedali attrasse ingenti donazioni benefiche, tanto che i Lateranensi divennero proprietari di uno dei maggiori latifondi degli stati parmensi.

Il priorato di Cadeo fu unito alla Canonica di Piacenza nel 1144. L’unione del Priorato di Cadeo alla Canonica piacentina Ŕ concessa con una Bolla Papale del 1441.

Vicende storiche

Borgo e castello di Cadeo furono incendiati e distrutti  nel 1298 da Alberto Scotto ricco signore di Piacenza sempre in lotta con i villaggi vicini e con i suoi abitanti.    In quel periodo reggeva la Pretura un bolognese di nome Francesco Samaritani che era ben accetto dai cittadini, ma Alberto Scotto non contento incominci˛ a inveire contro di essi esigendo con forza e crudeltÓ grossissime somme di denaro dai nobili di Piacenza e alcuni di loro furono anche imprigionati e lasciati morire di stenti. Arriv˛ anche a Cadeo dove mise a fuoco le case, il castello e tutto il raccolto dei campi che serviva per mantenere l’hospitaletto. Tutto questo caus˛ che il Priore e i frati di questa casa ottennero di essere accolti sotto il patrocinio e tutela della Santa Sede.

Borgo e Castello di Cadeo furono ancora saccheggiati da Galeazzo Visconti nel 1314 insieme a tanti villaggi vicini come  :  Motta de Ziani,  Podenzano,  Rocca d’Olzisio,

Varconassio, CÓdio o CadŔ bruciata e Viustino fu allagato di sangue. In quel periodo era PodestÓ di Piacenza Ugolino da Sessa.

Galeazzo Visconti era un comandante tiranno e crudele tanto che uccise due Chierici mandati dal Papa da Avignone dopo avere udita la loro ambasciata. Inoltre mand˛ dei sicari per rapire al luogo della CadŔ il Priore dell’hospitaletto Ribaldo del Cairo. Il Priore avvertito in tempo si nascose e allora non avendolo trovato rubarono tutto quello che la si trovava e saccheggiarono case e campi.

 

La storia ci racconta che Cadeo fu distrutta parecchie volte. Nel 1336 da Azzo Visconti nella guerra tra Guelfi e Ghibellini; ancora nel 1449 da Angelo Sanvitale, padrone di Fiorenzuola,  al servizio del Piccinino durante il conflitto con Francesco Sforza e il castello fu distrutto fino alle fondamenta. Fu poi per˛ ricostruito. Si pensa che il castello fosse una struttura difensiva, un recinto fortificato. Ne Ŕ registrata la presenza. Seppure in forme simboliche, nella carta geografica dei Ducati affrescata in San Giovanni Evangelista a Parma nel 1574 .(”La CadŔ”)

Le notizie sono limitate riguardo all’insediarsi della popolazione. Si ricorda l’esistenza di una osteria, documentata nel 1620 e che nel 1832 il villaggio contava 58 case e 280 abitanti.

 

A Piacenza nel Monastero di San Raimondo il 1░ di maggio 1343 si celebr˛ il secondo Capitolo Provinciale, dopo la riforma fatta da Papa Benedetto. A questo Capitolo Provinciale partecip˛ anche il Priore della CadŔ insieme a quello di Pavia, di Brescia, di Milano, di Bologna, di Novara e di Cremona.

 

 

 

Web Master Riccardo Maucione